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LA PERGAMENA



Una rivendita di pergamena così come illustrata in una cronaca italiana del secolo XI. Mentre un uomo sta riducendo la pelle in fogli rettangolari, un altro sta trattando altri fogli con la calce per renderli adatti alla scrittura. La merce stipata sugli scaffali comprende tanto rotoli quanto pacchi di fogli già pronti.


IL PAPIRO



Gli antichi egizi nel corso dei secoli svilupparono una tecnica, geniale. Si accorsero che l’interno di una particolare pianta palustre, era composto da strisce di materiale morbido, liscio e resistente, sul quale, con inchiostri vegetali e minerali, si potevano fare piccoli disegni o segni grafici. Le incollarono insieme e nacquero così i fogli per la scrittura. Quella pianta era il papiro.

 

QUANDO SI USAVA LA PENNA

 

L'’idea di servirsi dei segni per rappresentare e comunicare pensieri e parole fu una delle imprese più grandi dell’immaginazione umana: può darsi perfino che l’invenzione della scrittura abbia agevolato più di qualunque altra idea lo sviluppo sociale e culturale.

Su alcuni libri si legge che nelle società più antiche la conoscenza della scrittura era più di un privilegio, era una funzione sociale, legata alla religione ed all’arte di governare.

Non si sa quando e come si cominciò a scrivere; su diversi testi si legge che gli uomini scrivevano già alcuni secoli prima del 3000 a.C., in quanto sono giunte fino a noi tavolette di creta scritte dai Sumeri della Mesopotamia intorno a quell’epoca, in cui le prime forme erano sicuramente pittoriche.

La scrittura pittorica, oggi considerata il primo stadio della scrittura vera e propria, consiste in disegni che si susseguono a formare una narrazione o una catena di idee.

Dalla scrittura pittorica si è passati alla scrittura ideografica e poi analitica, fino all’invenzione dei sistemi fonetici – dapprima sillabici e poi alfabetici - che ha reso la scrittura più semplice, favorendone la flessibilità e riducendo grandemente il numero dei simboli necessari.

La scrittura rappresenta un mezzo universale di comunicazione e fare calligrafia significa porre l’attenzione alle regole di bellezza e di armonia che governano la forma delle lettere.

Anche i Romani avevano una grande cura nel disegnare e scolpire le lettere delle scritte ufficiali, tanto che ancora oggi le lettere di tipo romano sono alcune tra le più belle, leggibili ed equilibrate.

In Italia è nato il "corsivo", ovvero la scrittura inclinata verso destra. Questo stile conferisce un senso di grande eleganza ma anche di maggior confidenzialità e si allontana dalla solennità del maiuscolo romano. La Cancelleria pontificia, ad esempio, inviava lettere in questo stile ai vari vescovi e regnanti, tanto che divenne il tipico stile "regale". Infatti, dalla parola "cancelleria" deriva il suo nome di "cancelleresco" (usato in Italia) o di "cancery" (usato in Inghilterra). Gli anglosassoni ancor oggi chiamano il corsivo Italic perché lo vedevano sulle lettere provenienti dall'Italia.

Per la cultura occidentale l’Italia rappresenta un importante riferimento, avendo costruito in duemila anni di storia un ricchissimo patrimonio di scritture ancora oggi considerate modelli fondamentali, come ad esempio le calligrafie originali che i nostri predecessori utilizzavano nei periodi che vanno dal V° sec.a.C. al XVIII°, quali: rustica, capitale quadrata romana, onciale, gotico, cancelleresco corsivo, rotondo e corsivo inglese.

La tecnologia e la diffusione di computers in ogni dove ha fatto si che la penna quasi non si usa più. Anche nelle scuole la “bella calligrafia” non esiste più.

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